k+a 2017.1 : Möbel und Intérieurs | Meubles et intérieurs | Mobili e interni

Cover k+a 2017.1 : Möbel und Intérieurs
Descrizione: 

È sorprendente notare come la trasformazione degli arredi rappresenti quasi sempre un mutamento dello spirito del tempo. Ne sono una testimonianza i contributi riuniti in questo numero di Arte + Architettura in Svizzera, in particolare quello dedicato alla sede del Parlamento svizzero a Berna, progettato da Hans Wilhelm Auer (1847-1906). L’architetto aveva concepito gli arredi come un’opera d’arte totale e nello stesso tempo come vetrina delle arti decorative svizzere dell’epoca. La trasformazione e la parziale sostituzione dell’arredamento intraprese negli anni Sessanta hanno dimostrato che la rivisitazione di interni storici attraverso il gusto del proprio tempo invecchia rapidamente e già dopo pochi anni appare superata. Dalla conversazione con l’architetto Bernhard Aebi dello studio Aebi & Vincent di Berna, responsabile del risanamento della Sala dei passi perduti del Palazzo federale ultimato nel 2016, emerge chiaramente come il ritorno alla sostanza storica debba essere adattato e reso conforme alle attuali esigenze ergonomiche e tecniche.

Il ventaglio tematico degli altri contributi spazia da un’incursione nella storia del mobile del XX secolo a Basilea alle scuole di intaglio su legno fondate nel 1884 a Brienz e Meiringen, fino alla trasformazione degli arredi del piccolo salone del castello di Hauteville tra il 1760 e il 2014. Quest’ultimo esempio ci ricorda quanto siano divenuti rari gli arredi originali conservati in situ e ben documentati, considerando che tutti i mobili del Castello sono stati dispersi attraverso un’asta recente.

 

Dossier 1
Monica Bilfinger
Das schweizerische Parlamentsgebäude - von Kunsthandwerk und zeitgenössischem Design

Riassunto
La sede del Parlamento svizzero - tra arti decorative e design contemporaneo
La sede del Parlamento svizzero fu costruita dall’architetto Hans Wilhelm Auer (1847-1906) su mandato della direzione federale delle costruzioni (oggi Ufficio federale delle costruzioni e della logistica UFCL). Gli arredi furono ideati come un’opera d’arte totale e nello stesso tempo come vetrina delle arti decorative svizzere dell’epoca. Negli anni Sessanta fu intrapresa un’ampia ristrutturazione di numerosi interni. In conformità ai criteri di modernità in auge in quegli anni, gli ambienti furono dipinti di bianco, i pavimenti rivestiti di moquette beige e i mobili d’epoca parzialmente sostituiti con esempi di design svizzero. Si ricordano a titolo indicativo gli arredi creati da Jürg Bally (1923-2002) per la Sala dei passi perduti e per la Biblioteca. Negli anni Ottanta prese avvio un ritorno agli arredamenti storici. Il restauro e il rinnovamento dell’edificio negli anni 2006-2008 restituirono infine gli involucri spaziali alla loro configurazione originaria, inclusi gli arredi, adattati però a nuove esigenze ergonomiche. L’architetto Bernhard Aebi, dello studio Aebi & Vincent di Berna, fu inoltre incaricato della progettazione di nuovi mobili per il Parlamento.

 

Interview | Interview | Intervista
Monica Bilfinger
«Hinter jedem Möbelstück steht eine Geschichte»
Interview mit Bernhard Aebi, Aebi & Vincent Architekten, Bern

Das Architekturbüro Aebi & Vincent, Bern, hat den Umbau und die Sanierung des Parlamentsgebäudes 2006–2008 im Auftrag des Bundesamtes für Bauten und Logistik BBL ausgeführt. Seither sind Teilprojekte hinzugekommen, etwa die Restaurierung der Wandelhalle und die zurzeit stattfindende Rekonstruktion des Bundesratszimmers. Bernhard Aebi über Möbel, die nicht am Zeichentisch oder Computer entworfen, sondern in vielen Einzelschritten entwickelt werden.

 

Dossier 2
Charlotte Schütt, Urs Ettlin
Über den Umgang mit historischen Zimmern
Zur Sanierung und Neuinszenierung des Museum Engiadinais in St. Moritz

Riassunto
A confronto con interni d’epoca
Il Museo Engiadinais fu edificato nel 1905-1906 su incarico del collezionista Riet Campell per ospitare una serie di interni d’epoca e i loro arredi. In occasione del recente restauro, il concetto espositivo è stato riformulato ed è stato creato un nuovo spazio per la collezione permanente e per mostre temporanee. Gli straordinari interni storici e i loro arredi sono stati interamente conservati. Durante lo storicismo, tuttavia, il rapporto con la sostanza storica era assai diverso da quello odierno. Numerosi salotti e credenze, quantunque realizzati da falegnami di grande talento artigianale, sono composti da elementi di varia provenienza. La pulitura e la messa in sicurezza delle stanze con rivestimenti decorativi in legno sono stati una vera e propria sfida. Alcune parti nuove integrate nel 1906 erano state adattate alla tinta originale con l’aiuto di mordenti chimici, che nel corso del tempo avevano causato sgradevoli alterazioni nerastre; i restauratori sono riusciti a eliminare, attraverso più passaggi, i mordenti dal legno e a neutralizzare quest’ultimo.

 

Dossier 3
Benjamin Adler
Moderne Basler Möbel
Ein Streifzug durch die jüngere Basler Möbelgeschichte

Riassunto
Mobili basilesi moderni
Nel solco del Movimento moderno, a Basilea vennero sviluppati diversi programmi di arredamento moderno. In conformità all’appello di Hannes Meyer «beni per il popoloanziché beni di lusso», furono soprattutto autori con una formazione artigianale a dare un contributo alla produzione di arredi domestici funzionali. Nel 1927 Ernst Mumenthaler e Otto Meier progettarono per la prima volta in Svizzera un programma di armadi moderni realizzati in piccole serie. Contemporaneamente Paul Artaria creò mobili semplici e standardizzati in legno. Né lui né Walter Senn, che intorno al 1935 fece brevettare delle innovative sedie in legno, riuscirono però ad affermarsi: anziché entrare nella produzione industriale in serie, i loro mobili furono realizzati a mano per un numero limitato di acquirenti. Lo stesso vale per la sedia di Walter Frey, presentata all’Esposizione universale del 1937 a Parigi. I mobili moderni trovarono un riscontro solo nel dopoguerra. Ancora negli anni Cinquanta, tuttavia, a Basilea prevaleva la produzione artigianale, come dimostrano i mobili di Heinrich Pfalzberger.

 

Dossier 4
Stefan Hess
Strategien gegen den Niedergang
Wie sich der Basler Schreinermeister Jakob Ramsperger (1716–1787) trotz Krise des Zunfthandwerks zu behaupten wusste

Riassunto
Strategie contro il declino
Nel corso del XVIII secolo nella città di Basilea, a regime corporativo, i falegnami entrarono gradualmente in crisi. L’importazione di mobili e le mutate consuetudini di arredo degli interni limitarono drasticamente il campo di attività dei maestri corporati. In questo contesto sfavorevole, solo pochi esponenti riuscirono ad affermarsi. Tra questi vi fu Jakob Ramsperger (1716-1787), che a metà del secolo iniziò ad avere un ruolo decisivo tra i falegnami basilesi. Ottenne incarichi per lavori di falegnameria nell'ambito di diversi progetti importanti e, quale capo dei maestri falegnami, riuscì ad allentare le restrittive regole di categoria, radicate nel regime corporativo, a favore degli esponenti di maggiore successo. Sembra inoltre che Ramsperger svolgesse anche un commercio in grande stile di mobili; non è chiaro peraltro se si trattasse di mobili realizzati nella sua officina oppure se una parte di essi provenissero, a dispetto delle norme in vigore, da manifatture di corte.

 

Dossier 5
Denis Decrausaz
Le petit salon du château d’Hauteville
Réflexions sur les objets du décor

Riassunto
Il piccolo salone del castello di Hauteville.
Riflessioni sugli arredi

Attraverso l’esame delle fonti visive e di quelle manoscritte, il contributo rintraccia le permanenze e le mutazioni nell’arredamento del piccolo salone del castello di Hauteville tra il 1760 e il 2014. Al di là dell’apporto documentale, l’analisi dei singoli componenti d’arredo, sotto gli aspetti estetico e socio-culturale, chiarisce l’uso che i Cannac e i Grand d’Hauteville fecero degli arredi aristocratici. La disamina rende meglio comprensibile anche il ruolo dei mobili all’interno di una rete di relazioni formali e funzionali intensamente percepita e vissuta. L’autore propone inoltre una riflessione sul destino precario e incerto degli oggetti d’arredo. L’opportunità di studiare i mobili del castello di Hauteville è riconducibile non solo alle loro intrinseche qualità artistiche e tecniche, ma anche al significato che ebbero in passato per i loro proprietari. La recente dispersione degli arredi a seguito della loro vendita all’asta ci ha ricordato in maniera brutale che gli assiemi di arredi conservati in situ e ben documentati sono diventati rari.

 

Interview | Interview | Intervista
Valeria Frei
Semplicità e autenticità per ritrovare un design che duri nel tempo
Intervista con Singal Moesch

Il legno è un materiale semplice e genuino che ha il diritto di invecchiare e che, anzi, con il tempo acquista un fascino particolare. Singal Moesch ci racconta la sua passione per questo materiale e di come grazie a esso il suo design assuma un pregio maggiore, legato a un concetto di durabilità e originalità.

 

Dossier 6
Manuel Kehrli
Späte Meisterschaft?
Der Berner Ebenist Mathäus Funk und sein Meisterstück

Riassunto
L’ebanista bernese Mathäus Funk e il suo capo d’opera per conseguire il titolo di maestro
La città e repubblica di Berna, con la sua aristocrazia, offrì un contesto fertile per l’attività di artisti e maestranze artistiche. Franz Sigmund von Wagner definì il XVIII secolo «l’epoca d’oro di Berna». Pittori, scultori ed ebanisti vi giungevano da luoghi vicini e lontani per ottenere incarichi importanti. L’arte del mobile ebbe un ruolo di primo piano nella vecchia Confederazione. In questo contesto fu attivo l’ebanista Mathäus Funk (1697-1783), originario dell’Assia, che si stabilì a Berna nel 1724 e fondò un proprio laboratorio. All’età di 63 anni conseguì il titolo di maestro: virtuoso esperto di sfarzosi mobili bombati e intarsiati, dovette realizzare un capo d’opera conforme a precise premesse, che stilisticamente non corrispondesse allo spirito del tempo e che per certo non avrebbe potuto vendere. Funk riuscì a soddisfare le proprie ambizioni, eseguendo l’armadio secondo le consuetudini degli ebanisti francofortesi.

 

Dossier 7
Henriette Bon Gloor
«Vom Boden des Luxus auch auf den der Nützlichkeit»
Das Berner Oberland, seine Möbel und die Kunstgewerbereform im 19. Jahrhundert

Riassunto
L’Oberland bernese, i suoi mobili e la riforma delle arti decorative nel XIX secolo
Il mancato successo della produzione di mobili nell’Oberland bernese è legato non da ultimo alle esigenze estetiche delle aspirazioni riformiste del XIX secolo, che rivendicavano uno sviluppo della forma a partire dalla funzione dell’oggetto. L’ornamento venne relegato in secondo piano e i motivi alpini, familiari agli intagliatori e amati dai turisti, persero importanza. Sebbene le scuole di intaglio su legno create a Brienz e a Meiringen nel 1884 si fossero adoperate per includere la stilizzazione delle forme naturali nel programma didattico – al fine di tenere a freno l’imitazione enfatica della natura e aprire la strada allo sviluppo di oggetti d’uso quotidiano –, la limitata disponibilità economica impedì loro di diffondere i giusti modelli e progetti in tutti gli atelier di intaglio, e di offrire una formazione specializzata nella creazione di mobili. Su pressione del settore, il naturalismo non tardò così tornare nel programma di studio.

 

KdS | MAH | MAS
Jasmin Christ
Ein weiterer «Leitfaden zur Erkundung der Stadt Basel» ist erschienen
Buchpräsentation des 130. KdS-Bands zur Altstadt von Grossbasel II, Profanbauten

 

KdS | MAH | MAS
Jochen Hesse
Gedenktafel für Johann Rudolf Rahn

 

Aktuell | Actuel | Attuale
Nicole Bauermeister, directrice de la SHAS
Billet de la direction
« Année du patrimoine culturel »

 

Aktuell | Actuel | Attuale
Markus Andrea Schneider
Der Gewinner der 1000. Ausgabe des 1000. Kunstführers

 

Aktuell | Actuel | Attuale
Uta Feldges
Zum Tod von Alfred Wyss

 

Auslandreisen | Voyages à l’étranger | Viaggi all’estero

  • Wales and Welsh Borders
    Schmelztiegel von Kultur und Industrialismus
  • Danzig – Masuren – Warschau
    Weltkulturerbe und Weltnaturerbe im Norden Polens

 

Bücher | Livres | Libri
Henriette Bon Gloor
Weltklasse in Liestal
Die Kunstschreinerei Bieder
Stefan Hess, Wolfgang Loescher
Mit einem Text von Hans Bieder (Quellen und Forschungen zur Geschichte und Landeskunde des Kantons Basel-Landschaft, Band 98). Ausstellung im Dichter- und Stadtmuseum Liestal. Liestal 2016.
ISBN 978-3-85673-291-2
Verlag des Kantons Basel-Landschaf

 

Bücher | Livres | Libri
Axel Christoph Gampp
Französischer Chic
Innendekoration
Thomas Wilke
Graphische Vorlagen und theoretische Vorgaben für die wandfeste Dekoration von Appartements im 17. und 18. Jahrhundert in Frankreich. 2 Bde. (Bd. 1: Text; Bd. 2: Katalog). München 2016.
ISBN 978-3-89235-233-4
scaneg Verlag e.K.

 

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Prezzo: CHF 25.00
CHF 17.00
Book
Illustrazioni: 
102
Numero pagine: 
80
Autori: 
Diverse
Numero articolo: K+A-2017.1
Lingua: 
Tedesco
Francese
Italiano
Data di uscita: 
28.03.2017
ISBN: 
978-3-03797-298-4
Editore: 
Gesellschaft für Schweizerische Kunstgeschichte